Carlo Paoloni

100 anni

6
Mar

Un centenario dolce e amaro, in cui il silenzio e l’isolamento hanno liberato la fantasia, tangibile come non mai, anche se solo attraverso i pixel di uno schermo.

Se il 2020 ci ha portato via molta della nostra leggerezza e il nostro miglior amico Alpesh Amin, che immagino in volo sopra le nuvole di Palo Alto; il 2021 si apre con la nascita di mia figlia Chiara Naz e della prima anfora personalizzata da 30 anni a questa parte nei Castelli di Jesi. Con mille speranze, le migliori di sempre.

C'è voluto tempo per capire i confini e contorni del vino che più’ ha dato alla nostra famiglia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi. E un lungo lavoro per completare un’intuizione che mia madre e io avevamo avuto nel 2015. C’è voluto un grande mentore e amico, tra i primi enologi italiani, per dare sostanza all’idea. E il ritorno a casa di Lerry Piccini, che proprio qui aveva mosso i suoi primi passi.

Siamo partiti dalla vigna e dalle uve, il cuore e la vera differenza dei vini Tombolini. Poi ci siamo concentrati sulla cantina, con materiali e tecniche innovative, facendo sperimentazione pura. Il lavoro e’ appena iniziato.

Abbiamo recuperato la storia del territorio che e’ patrimonio della nostra famiglia, ma che in futuro vogliamo condividere con altri produttori virtuosi.

Ne e’ uscito un progetto radicalmente territoriale. Non dettato dalla nostalgia - per noi che, via dalle Marche a 18 anni, non le abbiamo mai veramente lasciate - ma dal desiderio di identità’ e di integrare il passato nella nostra vita quotidiana.

Ci prendiamo il rischio. Come hanno fatto i nostri nonni e genitori. Con la convinzione che il Verde sia il colore del futuro e il Verdicchio la nostra bandiera.

Categorie

crossarrow-leftarrow-right