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FAMIGLIA

100
annI

Un secolo di passione, la storia di una scelta: la stessa che quattro generazioni di giovani Tombolini hanno rinnovato nel cuore del territorio del Verdicchio dei Castelli di Jesi, a Staffolo, nelle Marche.

Abbiamo rilanciato ogni volta. Per dare un senso alla nostra vita, per amore della famiglia e dell’avventura; per la fortuna di poter produrre uno dei più grandi autoctoni italiani e metterci sopra il nostro nome: Tombolini.
Siamo tra i fondatori delle DOC più importanti delle Marche, il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Conero. La nostra è una storia di qualità e innovazione: tra i primi a valorizzare il terroir dei Castelli di Jesi, a usare l’iconica anfora (‘50), a vinificare in acciaio a temperatura controllata da uve Verdicchio in purezza (‘70). Oggi produciamo solo da vigneti di proprietà in armonia con l’ambiente, con cura artigianale e le tecniche più avanzate in cantina.
Da 100 anni rappresentiamo la tradizione vitivinicola di un’intera regione: con un grande passato e lo sguardo saldamente rivolto al futuro.
Giovanni comprende appieno le potenzialità del vitigno autoctono principe della Regione, il Verdicchio. Punta sulla vinificazione in acciaio, importa competenze enologiche dal Piemonte, e seleziona attentamente le uve in entrata. È grazie a lui che Tombolini adotta l’iconica anfora Verdicchio già nei primi anni ‘50.

Entusiasmato dalla crescita in USA grazie alla collaborazione con la famiglia Magliocco, costruisce nel 1972 la nuova cantina a Staffolo, così all'avanguardia per i tempi che da Miami la visita Luis. R. Lasa - Vice Chairman della Bacardi, marchio con cui eravamo distribuiti in America in quegli anni.
Giovanni scrive un pezzo di storia del Verdicchio con il marchio Castelfiora, dall’unione del nome di sua moglie Fioretta con il simbolo medievale di Staffolo - il Torrione dell’Albornoz.

I fondatori

Tutto inizia con Sante Tombolini, giovane fante salvatosi dalla peggior disfatta dell’esercito italiano nel 1917 a Caporetto.

Tornato ad Ancona dal fronte, Sante incontra Nemorina Staffolani, proprietaria di alberghi per pellegrini a Loreto, la città che più amiamo e in cui viviamo da allora.

I due si sposano e nel 1921 danno vita ad una florida attività di vendita di spezie e produzione di liquori e distillati poco distante dal porto.
Due decenni di crescita interrotti bruscamente dal bombardamento di Ancona del 1° novembre 1943. Quella notte, Sante affida i beni e le ricette di famiglia al figlio Giovanni, che le porta in salvo a Loreto, città della madre.

È poco dopo, nel ’44, che Sante, notando il successo dei vini e degli spumanti dei vicini Castelli di Jesi, acquista i primi vigneti a San Paolo di Jesi.

Dalla nuova sede di Loreto, affiancato dal fratello Paolo, Giovanni Tombolini cavalca il miracolo economico degli anni ’50 e ‘60, espandendo enormemente l’attività del padre.

fulvia

L’artefice del nuovo capitolo della storia di Tombolini e Castelfiora da fine anni '90 è Fulvia: una vita sulle orme del padre Giovanni.

Fulvia rinnova la storica cantina, porta a 30 gli ettari di vigna, punta sulla qualità della materia prima prodotta dai terreni di famiglia che converte alla sostenibilità e all’agricoltura biologica.

Si concentra su un solo Verdicchio, lo veste con un abito da sera “all-black”, lo distribuisce con i marchi dell’eccellenza del vino italiano. Ed è così che riporta Tombolini a New York, Monaco e Tokio.

Dalla City
ai Castelli di Jesi

Nel 2013 il richiamo della terra diventa
irresistibile per Carlo che lascia i suoi uffici in banca d'affari a Londra per Staffolo.

Con Carlo la nostra azienda ritorna al suo marchio originale, inizia a vinificare per singola vigna, sperimenta tecniche in cantina inedite per la DOC. È lui a ispirare la nuova anfora Tombolini nel centenario dalla fondazione, recuperando una tradizione di famiglia e con l'obiettivo di riaffermare il primato cui il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha troppo presto abdicato.
Lo segue da vicino la sorella Giovanna, executive di uno dei principali gruppi del lusso al mondo.

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