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Il Verdicchio dei castelli di jesi

Solo Verdicchio e solo dai nostri vigneti.
Un nostro slogan degli anni ‘70 recitava “Castelfiora è Verdicchio”, a identificare l’azienda con il vitigno.

Il legame tra i Castelli di Jesi e il Verdicchio è tale che parlare dell’uno rimanda automaticamente all’altro e viceversa. Solo nei Castelli di Jesi - e in nessun altro luogo - il Verdicchio si esprime a livelli di eccellenza assoluta. Il vitigno per noi è sinonimo di territorio: il più grande autoctono a bacca bianca d’Italia è marchigiano.
Del Verdicchio nelle Marche si hanno attestazioni non solo in trattati di botanica come quello del marchigiano Costanzo Felici del 1569, ma già nell’Alto Medioevo in atti notarili di donazioni di proprietà di vigne a ordini religiosi della zona.
Un vitigno che solo nei Castelli di Jesi produce un vino che integra gli opposti, dissolve ossimori: immediato ma complesso, potente ma elegante, fresco ma anche longevo come nessun altro. Vellutato ma anche vibrante. Tombolini è Verdicchio.

le anfore tombolini

Se i Castelli di Jesi sono il Verdicchio, il Verdicchio è l’anfora.
Grazie al suo iconico vestito verde il Verdicchio dei Castelli di Jesi è stato uno dei primi ambasciatori del vino italiano all’estero.

Tutti i principali produttori dell’epoca la adottarono per cavalcare quell'immediato successo, fino a farla assurgere a immagine distintiva del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
E così fu anche per noi, è del 1954 la prima anfora Tombolini.
Nel 1972 Giovanni Tombolini incarica un noto designer, l'Architetto Luigi Massoni di Milano, di sviluppare l’anfora personalizzata per il primo Verdicchio dalla sua nuova cantina di Staffolo: l’anfora Castelfiora

Da questa storia ed un lungo lavoro di design è nata la nuova anfora Tombolini “100 anni”, nel secolo dalla fondazione e attraversando lo straordinario Giubileo Lauretano: il nostro modo di rendere omaggio insieme alla tradizione di famiglia, ad un’icona del territorio e della storia enologica italiana.
1954
1958
1965
1972
1978
  • 1954
    1958
    1965
  • 1972
    1978

l'Anfora "100 Anni"

Bocca tipica
dell’anfora.
Ma non troppo
pronunciata per
restare slanciata
Collo lungo ed altero, come una modella di Modigliani
Verde - distintivo, fresco e storico allo stesso tempo
Alta e con lunghe spalle, rubate alla Renana
Con fianchi appena accennati, quasi “aerodinamica”
Come l’originale Castelfiora, per permetterle di riposare distesa
Vita sottile, che seduce la mano ad afferrarla
Piede che scende ripido e si chiude netto e moderno
Embossing e accenno di picura ad impreziosirne il fondo

tecnica

Tutto per noi comincia dalle uve, tutte dalle nostre vigne di proprietà a Staffolo.

Gestiamo sistemazione e nutrizione dei suoli, sfogliatura ed epoche di vendemmia in base alle caratteristiche di ogni singola particella. Puntiamo a rese ampiamente sotto il livello del disciplinare della DOC. La vendemmia è manuale per un’accurata selezione delle uve e per portarle integre in cantina, felicemente posizionata proprio al centro dei nostri vigneti.
In fermentazione abbiamo recuperato il contatto con le bucce e gli acini. Partendo da vasche in acciaio, decidiamo un percorso specifico per ognuna attraverso una combinazione innovativa di contenitori: dal cemento, al gres e al legno, con permanenza su fecce fini e batonnage. Ogni vino ha un iter personalizzato ove incontra l’ossigeno, tocca diversi materiali e porosità ma soprattutto dove le soste e i tempi sono suggeriti dal vino stesso.
Lavoriamo con cura artigianale con l’obiettivo di realizzare vini di grande identità, spessore e longevità, ma anche dall’immediata piacevolezza.

sostenibilità

Quelle delle Marche sono tra le più belle campagne d’Italia. Un messo della Repubblica di Venezia a metà ‘500 riportava che “I contadini di questo Stato sono tanto gelosi del proprio onore, quanto sogliono essere nelle altre Province i gentiluomini”.

Crediamo che preservare la salute del terreno sia fondamentale per produrre il miglior Verdicchio dei Castelli di Jesi. I nostri nonni venivano da una tradizione contadina e avevano studiato agronomia - loro ci hanno abituato ad amare la campagna sin dall’infanzia.
Crediamo in una viticoltura non invasiva, leggera. In questo contesto, dal 2011 l’azienda si è convertita alla lotta integrata. Oggi abbiamo 8 ettari di vigneto in agricoltura biologica e i restanti tutti in conversione.

Siamo immersi in un’oasi naturale, delimitata dal fiume Musone e il nostro laghetto a valle, con un bosco (del Desio) tra le vigne e gli Appennini vicinissimi a garantire la massima biodiversità.

Le nostre vigne non temono i cambiamenti climatici, grazie all’altitudine e all’abbondanza di acqua sotto le nostre colline - la stessa acqua che San Francesco nel 1210 fece sgorgare da una fonte miracolosa adiacente alla nostra vigna omonima.

Conosci la nostra filosofia,
ora scoprine il sapore

I NOSTRI VINI
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